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RootsHighway - The Bluesmen NHQ 2002
Il Comune di Ferrara è uno dei più attivi sul fronte della diffusione della musica rock. La pubblicazione nel 2001 del tributo a Fred Neil, Dolphins , ha dato un importante spunto di riflessione a tutti gli addetti ai lavori. Ormai da diversi mesi l'iniziativa è stata bissata dall'uscita di The Bluesmen , secondo album dell'omonima band, in distribuzione gratuita fino ad esaurimento. Pubblicato nel dicembre dello scorso anno, l'album esalta le doti della band, formata da musicisti esperti, nonché navigati session men. Roberto Formignani (chitarre e voce), Antonio D'Adamo (armonica), Bruno Corticelli (basso) e Roberto Morsani (batteria), ripercorrono i tormentati vicoli del blues, in una esposizione totale che parte dalla semplicità acustica del delta ed arriva fino al suono di Chicago, un suono più corale, curato e completo nell'utilizzo della strumentazione (tanta l'armonica, e anche qualche sax e tromba in Jimmy Hallo George ). Passando anche attraverso il white blues, quello del Texas e della Louisana (ad esempio quello dell'ultimo Sonny Landreth), la band si cimenta, oltre che in brani originali, anche in un paio di covers interessanti, le tribolate Cross Road Blues di Robert Johnson e My Baby di Willy Dixon. Confezionato ed arrangiato minuziosamente e senza sbavature (professionalità totale), The Bluesmen concentra in Passion Of Blues , The Blues Is My Life e My Baby, il significato del suono più nero ed introspettivo d'America che, con un filo diretto, collega il Po' e la riviera Adriatica al Mississippi ed alla Louisiana in un caleidoscopio di umori e passioni. Un bravo agli ideatori, non solo per l'iniziativa in sé, ma anche per l'alto contenuto musicale dei dischi prodotti. Un bravo soprattutto ai connazionali The Bluesmen.
(Carlo Lancini)
IL
BLUES TRIMESTRALE DI CULTURA MUSICALE -Giugno 03
II
comune di Ferrara è stato insignito di un nobile riconoscimento
"Città Patrimonio Dell'Umanità". È
una onoreficenza molto importante, perché significa che in
quella città è stata individuata una natura umana
al cui interno sono presenti esemplari comportamenti di solidarietà
e sensibilità verso persone e fatti (non è un caso
che da sempre l'amministrazione locale è di un solo vivace
colore). Ferrara dunque è un isola felice per la cultura
ad ampio raggio, dove anche la musica neroamericana è considerata
una forma d'arte nella quale investire risorse. L' Assessorato alle
Politiche e Istituzioni Culturali, in collaborazione con la Cooperativa
N.H.Q. Record, si è fatto carico di promuovere il nuovo CD
della blues band ferrarese The Bluesmen formata dal chitarrista
e cantante Roberto Formignani, dall'armonicista Antonio D'Adamo
(entrambi ex Mannish Blues Band, gruppo che negli anni '80 ottenne
riconoscimenti a livello nazionale), dal bassista Bruno Corticelli
e dal batterista Roberto Morsiani. II quartetto che ha già
all'attivo l'album "Intrepido Blues" pubblicato nel 1996
("II Blues" n.55), qui dà ulteriore prova di naturale
aderenza ad alcuni aspetti del blues e, nel pieno controllo delle
proprie capacità, non ha bisogno di ammiccamenti a sonorità
contemporanee per raccogliere più attenzione. II lavoro è
composto da undici tracce, delle quali ben nove portano la firma
di Formignani, mentre le rimanenti due sono cover. Sottilmente,
ma forse c'è un filo che lega l'atmosfera dell'opera al grande
fiume Po (in fondo il nostro Mississippi), fiume nelle cui vicinanze
i "quattro bluesman" sono nati e cresciuti. Infatti, il
contenuto ha in sé sia momenti di calma riflessiva, che momenti
di irruenza, ma in questo caso uniforme. Vediamoli allora questi
passaggi già dal pezzo d'apertura "No Words Blues",
bellissimo esempio acustico solo per chitarra con slide, ed armonica,
che fa capire come a volte non servono le parole per esprimere un
sentimento. Dai suoni contratti rock/blues di "Passion Of Blues",
il gruppo inizia a mettere in campo una solidità, un vigore
ed un entusiasmo che trovano buone insenature nello slow "The
Blues Is My Life", nello spedito "Super Shuffle"
e nel cavalcante ritmo della prima cover "My Baby". Nella
seconda parte del dischetto, eccetto una nutriente versione di "Crossroad
Blues", l'atmosfera ritorna distesa, il suono è più
dilatato e i quattro bluesman si fanno carico di una fluidità
sonora venata di jazz con accenti blues. La testimonianza di ciò
è riscontrabile fra le pieghe del lento "To Be (And
Not ToHave)" dove al canto troviamo la brava Rossella Graziani,
nello swingante "Jimmy Hallo George" con un contributo
di fiati, e nel lungo lento passo strumentale "Blues For Tom"
dove è presente un discreto organo Hammond. Un bel progetto
come questo è giusto che vada divulgato in quanto, per chi
ne fosse interessato, c'è una copia gratuita, fino ad esaurimento,
basta solo chiamare il comune di Ferrara che risponde al numero
0532418322. Gli impiegati del comune e delle poste stanno già
facendo gli straordinari.
Silvano Brambilla
Blues & Blues
Ci è piaciuto un CD
Sapete bene che di solito non ci esprimiamo mai in giudizi, preferiamo pubblicare i giudizi degli esperti, ma su questo cd vogliamo invece sbilanciarci un po'. Eh sì, perchè oltre ad aver apprezzato qualitativamente gli 11 brani che compongono il nuovo lavoro della band " The Bluesmen " dal titolo omonimo, abbiamo notato con gran piacere che è stato co-prodotto dall'Assessorato alla Politiche Culturali di Ferrara: il nostro plauso all'Ass.re Alberto Ronchi. Un gesto "vero", concreto e raro di apprezzamento da parte di un'Istituzione per una Cultura a noi tutti cara.
Perchè non suggerire l'esempio agli Amministratori locali che singolarmente abbiamo eletto?
P.S. Quasi scordavamo, il cd è distribuito GRATUITAMENTE!!!
JAM
FEBBRAIO 2003
THE
BLUESMEN
THE BLUESMEN
( N H Q )
Prima avvertenza rivolta a tutti i lettori: questo disco non lo
troverete nei negozi, ma potete richiederlo, gratis, al Comune di
Ferrara,Assessorato alle Politiche Culturali (via Romei 3, tel.
0532/418300). Seconda avvertenza rivolta invece solo ai politici
e agli amministratori pubblici e soprattutto a quelli locali: fate,
please, di questo disco e del progetto che lo sostiene, un esempio
da riprodurre. Basta poco in fondo, solo un po' di attenzione alle
realtà culturali, in questo caso musicali, del vostro territorio,
sia artistiche che produttive, e la volontà di diffondere
davvero, e non solo a parole, il patrimonio che queste realtà
nascondono. L'anno scorso era toccato ad un tributo a Fred Neif,
realizza a Ferrara negli studi del Natural Head Quarter recording
Studio da quattro artisti americani, Bocephus King, Dirk Hamilton,
Jono Manson e Eric Wood, ospiti nella stessa Ferrara di una rassegna
musicale. Quest'anno il legame con la città si stringe ancora
di più con i Bluesmen, formazione locale, titolare del progetto
discografico. Realizzato ancora una volta al NHQ, l'album è
la tanto attesa prova di maturità di una band che, pur attiva
dall'inizio dei 90, non aveva ancora realizzato su disco quanto
già dimostrato nel corso di una lunga e prestigiosa carriera
live. Guidati dalla chitarra e voce di Roberto Formignani, già
leader della Mannish Blues Band (i miei coetanei ricorderanno la
band nel cast di Quelli della notte, show televisivo di Renzo Arbore),
The Bluesmen avevano già debuttato discograficamente nel
1997 con Intrepido Blues, ma è questo secondo lavoro a suonare
come il vero e proprio debutto, tanta è l'urgenza e la tensione
che percorre tutte le undici tracce. Urgenza e tensione che testimoniano
della passione e del talento di una band che, lasciati a poco a
poco i classici, oggi è in grado di declinarsi nelle diverse
intonazioni del blues con brani originali, modernamente contaminati.
C'è un po' di tutto in queste undici canzoni, solo due delle
quali cover (la classicissima Crossroads, da Robert Johnson, e l'incendiaria
resa rockabilly di My Baby, da Willie Dixon), dall'apertura strumentale
per dobro e armonica (No Words Blues), all'hard blues (Passion Of
Blues), dal bluesaccio alla Gary Moore (The Blues Is My Life), allo
shuffle scatenato (Super Shuffle). Spiccano i due episodi più lunghi, la languida To Be (And Not To Have), che molto deve alla
bella prova di Rossella Graziani, il cui canto blues sembra guardare
a Mary Coughlan, e la strumentale Blues For Tom, vero saggio di
sapienza chitarristica blues, con begli inserti di armonica e hammond.
Voto
7,5
Perché: bella prova, tra rock e blues, da uno dei segreti
meglio custoditi della scena blues italiana.
Mauro Eufrosini
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Recensione
Bluestime.it (www.bluestime.it)
FEBBRAIO
2003
The Bluesmen "The Bluesmen"
Questa Band, fondata oltre un ventennio fa da Roberto Formignani
(chitarra e voce) e Antonio D'Adamo (armonica) in origine era denominata
The Mannish Blues Band; poi dal 1993 gli stessi musicisti si fregiarono
del nome "The Bluesmen" con il supporto di una valida
sezione ritmica: Bruno Corticelli al basso e Daniele Barbieri alla
batteria, e nel 1996 pubblicarono l'ottimo e variegato cd dal titolo
" Intrepido Blues". Nel Settembre 2002 The Bluesmen registrarono
in studio questo disco dal titolo omonimo, dopo il turn over di
D. Barbieri con Roberto Morsiani alias "Granito" alla
batteria e una limitata partecipazione di musicisti in veste di
special guest. Fondamentale per la pubblicazione del disco (tiratura
di 1.000 copie) è stata la convenzione fra il Comune dì
Ferrara -Assessorato alle politiche e istituzioni culturali e la
Cooperativa di sostegno dell'imprenditoria giovanile NHQ. La presentazione
del disco è avvenuta con il concerto svoltosi presso il circolo
Arci Renfe di Ferrara i120-12-2002 rivelatosi entusiasmante, per
la bravura e il feeling che i Bluesmen hanno dimostrato di possedere,
eseguendo in scaletta gli 11 brani presenti nel disco nel quale
solo 2 sono cover: "Crossroad Blues" R. Johnson e "My
Baby" W. Díxon, mentre i restanti 9 sono composti da
Formignani e appartenenti a generi che spaziano dal Blues al Jazz
al Rock e dintorni. Accolta da spontanea ovazione l'unica special
guest presente alla concerto: Rossella Graziani che ha cantato "
To Be" (And nat To Have) R. Formignani. Questo disco rappresenta
anche una concreta azione di supporto e diffusione della musica
senza fini di lucro, in quanto il disco è stato distribuito
gratuítamente a tutti i presenti al concerto e può
essere richiesto sempre gratuitamente e fino all'esaurimento delle
copie disponibili: all'Assessorato alle Politiche e Istituzioni
Culturali del Comune di Ferrara, Via De' Romei N° 3. 44100 Ferrara.
Telefono 0532-418325 in questa fascia oraria (ore 9:30-12:30) oppure
tramite e-mai l (Claudio Carbone)
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GAZZETTA
DI REGGIO CULTURA NAZIONALE 4/1/2003
GAZZETTA DI MANTOVA CULTURA NAZIONALE 4/1/2003
PICCOLE
ETICHETTE CRESCONO
Nuovo cd dei Bluesmen, il Comune è co produttore
Arbore
ha lanciato Formignani
FERRARA Metti una piccola casa discografica gestita da una cooperativa
di giovani e un Comune intraprendente con un assessore appassionato
dì musica: ecco "The Bluesmen, esempio raro (o forse
unico) di cd prodotto in collaborazione da un ente pubblico, il
Comune di Ferrara, e una piccola coop, la Nhq. Ferraresi sono pure
gli autori, il gruppo dei Bluesmen apprezzati a livello nazionale.
Nella band Roberto Formignani ha debuttato in tv con Renzo Arbore
ai tempi di Quelli della notte. Bruno Corticelli ha suonato con
Vasco Rossi e Paolo Conte. Antonio D'Adamo si è esibito con
Carey Bell e Hiram Bullock. Roberto Morisani collabora con Andy
Forrest e Ricky Gianco, Raul Martinez e gli Skiantos. Insieme sono
i Bluesmen. Da anni impegnato in una peculiare ricerca legata alla
grande tradizione della musica afroamericana, il gruppo si ripropone
con un lavoro che - come osserva il loro leader Formignani - li
riporta alla radici della band, laddove più forti erano le
influenze rock-blues. II cd contiene, a parte un paio di cover,
soltanto composizioni originali, nelle quali ogni sfumatura del
blues viene analizzata e rivitalizzata in stile personale.
Di questo lavoro, inciso dopo sei anni di silenzio, l'ulteriore
nota di originalità è costituita dal fatto che a esserne
editore è il Comune di Ferrara, che ha stipulato una convenzione
con una piccala cooperativa nell'ambito di un progetto di sostegno
all'imprenditoria giovanile.
«Vorremmo contribuire a fare della città un punto di
incontro non solo per la lirica o la classica, ma anche per le altre
tendenze musicali», spiega Manuele Fusaroli, socio di Nhq,1'etichetta
che con il Comune edita il cd. «Con questa produzione - aggiunge
l'assessore alla cultura, Alberto Ronchi - prosegue il percorso
già intrapreso, finalizzato alla diffusione e conoscenza
del1a cultura rock».
Il cd pubblicato è, infatti, il secondo di una collana di
rivisitazione dei percorsi musicali dell'ultimo trentennio. II debutto
ci fu lo scorso anno con il cd Dolphins - Songs of Fred Neil. II
cd, distribuito gratuitamente, potrà essere richiesto fino
a esauri:nento copie all'assessorato alle Politiche e istituzioni
culturali del Comune di Ferrara, via De Romei 3 (tel. 0532 418325).
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D
LA REPUBBLICA DELLE DONNE
ANNO 8 N°336 DEL 1 FEBBRAIO 2003
BLUES
THE
BLUESMEN ( COMUNE DI FERRARA)
SECONDO
CD DEL GRUPPO SPECIALIZZATO NELLA RIVISITAZIONE DI CLASSICI DEL
BLUES CUI VENGONO AGGIUNTI BRANI ORIGINALI. IL DISCO SI ORDINA AL:0532
418325
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L'Unita'
Giovedì
20 Marzo 2003
SUONI IL BLUES? TE LO PRODUCE IL COMUNE
Ferrara, una storica band locale realizza un disco
con i fondi per l’imprenditoria giovanile
Luca
Baldazzi
FERRARA Il blues è di casa sul delta del fiume. Che poi il
fiume sia il Po, invece del Mississippi, poco importa se ci sono
passione, orecchio e competenza. Sarà forse per questo che
a Ferrara il Comune è diventato editore discografico. Una
scelta insolita, certamente rara nei panorama non brillante delle
politiche culturali italiane; è l’ente pubblico a produrre
e distribuire il nuovo disco di una storica formazione locale, i
Bluesmen, che in undici brani declinano tutte le sfumature della
tradizione musicale afroamericana. dalle radici allo shuftle e allo
swing fino alle contaminazioni col rock'n'roll. E’ un progetto
originale, nato nell'ambito dei piani di sostegno all' imprenditoria
giovanile. E rivela un'attenzione non di maniera agli artisti e
alle culture che operano sul territorio. L'assessorato alla cultura
del Comune di Ferrara ha “ investito” sui Bluesmen mettendosi
in campo a fianco di una piccola casa discógrafica, la Natural
Head Quarter, gestita da una cooperativa di giovani. “Per
far conoscere - spiega l'assessore Alberto Ronchi - l'estro creativo
dei nostri artisti, e dare un contributo alla diffusione della cultura
rock”. Ne è nato un ottimo disco (titolo «The
Bluesmen» come il nome della band), opera di un quartetto
di musicisti che del resto sono sulla scena da parecchio tempo e
hanno biglietti da visita di tutto rispetto, Roberto Formignani,
cantante e chitarrista, è stato leader della Mannish Blues
Band e ha debuttato con Renzo Arbore nello storico programma tv
«Quelli della notte». Dello stesso gruppo faceva parte
Antonio D'Adamo, maestro dell'armonica a bocca tipica del suono
«roots» americano, che ha anche suonato con grossi calibri
come Carey Bell e Hiram Bullock. Al basso c’è Bruno
Corticelli che vanta una lunga esperienza di collaborazioni con
musicisti come Vasco Rossi e Paolo Conte. E il ritmo lo dà
Roberto Morsiani, nome d’arte “Granito” attuale
batterista degli Skiantos di Roberto Freak Antoni e già energica
“bacchetta” prediletta da Andv J.Forest e Richy Gianco.
Il risultato ? Un viaggio in undici canzoni attraverso i molteplici
umori e le sfaccettature del blues.
Rivisitato “con un ritorno alle radici –osserva Formignani-
alle radici della nostra band , quando erano più forti le
influenze rock”.
Due sole le cover, la pietra miliare, “Cross road blues”,
di Robert Johnson e “My Baby” di Willie Dixon, mentre
sono nave i brani originali, tutti composti dallo stesso Formignani
per l'album. Dove spicca, in particolare, il lento e notturno «To
be (and not ta have)», impreziosito dalla voce dell'ospite
Rossella Graziani, mentre l'armonica e l’organo Hammond di
Massimo Mantovani danno un colore inconfondibile a “Blues
for Tom”.
Non è la prima volta che il Comune di Ferrara e l'etichetta
Natural Heai Quarter si dedicano alla riscoperta e alla diffusione
delle culture musicali del nostro tempo. L'anno scorso era toccato
a un disco di omaggi alla musica di Fred Neil, realizzato a Ferrara
da Eric wood, Dirk Hamilton e altri artisti americani ospiti della
città estense. Stavolta l'operazione punta a valorizzare
un gruppo locale, con cuore e chitarre però ben oltre i confini
padani. Il cd «The Bluesmen» viene distribuito gratuitamente
a chiunque ne fa richiesta fino all'esaurimento delle prime mille
copie stampate. Per averlo si può telefonare di mattina all'assessorato
alle Politiche e istituzioni culturali del Comune di Ferrara, al
numero 0532 418325.
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FERRARA
GIORNO & NOTTE
Il Resto del Carlino Giovedì 19 Dicembre 2002
DISCHI
/ Dopo 6 anni Formignani e soci tornano con un cd. E domani lo portano
al Renfe
Bluesmen, eccoli di nuovo
Due anni fa l’Assessorato alle Politiche Culturali ha stipulato
una convenzione con il N.H.Q.(acronimo di Natural Head Quarter)
atta a promuovere la creatività musicale giovanile. Il suo
primo frutto èstato «Dolphins-Songs of Fred Neil»,
un cd-tributo dedicato al songwriter americano reso celebre da quella
«Everybody ‘talking» che fece da colonna sonora
al film «Un uomo da marciapiedede».
A distanza di un anno, l’evento si ripete, ma con una produzione,
per così dire, più nostrana: l’assessorato ha
deciso infatti di sponsorizzare con un contributo di 5000 euro,
la registrazione e la promozione del cd inedito dei Bluesmen, storica
band ferraese che da quasi sei anni (l’ultimo è stato
l’ormai introvabile «Intrepido Blues») non proponeva
un prodotto realizzato in studio.
Il lavoro è stato presentato ieri mattina dall’assessore
Alberto Ronchi che, alla presenza dei musicisti e di Manuele Fusaroli
e Gigi Battistini, fondatori e gestori del N.H.Q. ha spiegato le
motivazioni della scelta del quartetto ferrarese. «Il cd-tributo
a Fred Neil ha ottenuto un esito insperato ma quest’anno abbiamo
deciso di variare. I Bluesmen in questo lavoro offrono grosse novità
rispetto al precedente: innanzitutto il fatto che delle 11 tracce
presenti, ben nove sono pezzi inediti e oltre a questo c’è
la lista dei componenti che oltre ai soliti Roberto Formignani alla
chitarra, Antonio D’Adamo all’armonica e Bruno Corticelli
al basso, annovera la presenza di Roberto Morsiani, già batterista
degli Skiantos, al posto di Lele Barbieri». «La new
entry— spiega Formignani — ha dato la possibilità
alla band di esprimere un sound più elettrico ed energico,
con un’impronta ritmica simile a quella dei nostri primi tempi».
I Bluesmen presenteranno il lavoro al pubblico con un concerto domani
sera al Renfe di via Bologna. Perl’occasione a tutti i presenti
verranno distribuite copie gratuite del cd.
Federico Capucci
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Giovedì
19 dicembre2002
la Nuova
Cultura e Spettacoli
The
Bluesmen, un ritorno alle radici
Domani al Circolo Renfe si presenta il nuovo Cd del gruppo ferrarese
FERRARA.
Bello nella copertina, splendido nei contenuti, affascinante nell’approccio,
è uscito il secondo Cd nato dalla convenzione tra Assessorato
alla Cultura e Natural Head Quarter Records di Ferrara. Dopo il
lavoro dello scorso anno dedicato alla musica di Fred Nell, il cd
del 2002 è un omaggio al blues del gruppo ferrarese The Bluesmen
(aIlias Roberto Formignani, Antonio D’Adamo, Bruno Corticelli
e Roberto Morsiani).
Il debutto “in società” del nuovo album sarà
domani sera al Circolo Arci Renfe dove il disco sarà distribuito
gratuitamente a quanti assisteranno al concerto di presentazione
con la band cittadina. Ieri la presentazione alla stampa; «il
successo del disco dello scorso anno è stato clamoroso ed
insperato - ha spiegato l’assessore Alberto Ronchi - abbiamo
spedito il disco dalla Sicilia alla Valle D’Aosta ed abbiamo
avuto un ottimo riscontro anche su riviste di settore. Per quest’anno
abbiamo voluto variare, rispetto allo scorso anno, invitando, uno
dei gruppi di punta della città, ma noti anche fuori; si
tratta di pezzi inediti composti appositamente per il disco con
in più due“cover” ed è stato prodotto
con l’intento sia di sostenere l’imprenditoria giovanile
(N.H.Q. è una piccola società cooperativa gestita
da due giovanissimi ragazzi, n.d.r.) sia di sostenere la creatività
ferrarese». Realizzato nella «Speranza e nel tentativo
di muovere un pò il sotterraneo musicale ferrarese - come
ha spiegato Manuele Fusaroli di N.H.Q -puntiamo con il nostro lavoro
ad avere a Ferrara tutte le sfaccettature musicali possbili».
Un disco importante, questo, per i Bluesmen che, forti di una nuova
ritmica e di un ritorno alle radici, lo hanno realizzato a distanza
di sei anni dall’ultimo lavoro. «I testi -ha spiegato
Roberto Formignani, autore dei brani del disco -sono una bandiera
a sostegno del blues, poiché è una musica un po’
dimenticata. All’interno del disco abbiamo avuto l’onore
di avere degli ospiti come Massimo Mantovani, Rossella Graziani,
Roberto Manuzzi, Riccardo Baldrati e Claudio Castellari; se l’ultimo
disco che abbiamo fatto aveva in sé delle sonorità
tipicamente acustiche, questo punta di più al rock blues
fino ad un blues rock swing quasi jazz».Michele Govoni
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OCCHIAPERTI
DICEMBRE 2002
THE
BLUESMEN
Elettrico,
elettrizzante: così può essere sintetizzato il nuovo
album dei Bluesmen, storica band ferrarese che a 6 anni da Intrepido
Blues propone un lavoro “più maturo, più personale,
più incazzato”, come raccontano Bruno Corticelli, Antonio
D’Adamo, Roberto Formignani e Roberto Morsiani nel corso della
nostra chiacchierata.
Che cosa è cambiato da Intrepido Blues?
— Innanzitutto il batterista: a Lele Barbieri è subentrato
Roberto Morsiani, dall’anima più “rock”,
in sintonia con lo spirito dell’album.
Uno spirito rock, senza dubbio, ma anche libero e sereno.
— Esatto. Ci sentiamo più svincolati dagli standard
blues, abbiamo voluto far emergere la nostra personalità.
E questo è stato possibile anche grazie all’Assessorato
alle politiche e istituzioni culturali del Comune di Ferrara, che
ha ricoperto il ruolo di produttore esecutivo del disco lasciandoci
però completamente liberi dal punto di vista artistico: liberi
di compiere le nostre scelte ed assumerci le nostre responsabilità.
Un’operazione apparentemente contro certe logiche di mercato...
— Sì, ma indubbiamente onesta.
E di onesto, nel mercato musicale, non è rimasto molto, purtroppo:
questo anche a causa della grande influenza che i media hanno sugli
ascoltatori...
— Negli anni 70 la TV non condizionava così pesantemente
il pubblico. Oggi, invece, gli standard proposti dalla TV diventano
regole di fruizio
ne: basti pensare, ad esempio, all’enorme importanza data
al canto, a discapito degli altri elementi che concorrono a formare
una canzone. Non importa che il chitarrista o il batterista siano
dei fenomeni, perché tutta l’attenzione è rivolta
al cantante, mentre agli altri non rimane spazio per esprimersi.
Ciò che fanno i media è divulgare prodotti “facili”,
contribuendo ad abbassare il livello medio di cultura musicale.
Cultura musicale alla quale, nella Scuola di Musica Moderna, date
invece grande importanza.
— Diciamo che per noi l’insegnamento è come una
specie di missione: in molti si avvicinano allo strumento musicale
solo per seguire la moda del momento. Noi non insegnamo solo la
tecnica ma vogliamo dare ai nostri ragazzi anche la possibilità
di ampliare le loro vedute e formarsì così gusti musicali
in maniera consapevole.
Come vi rapportate, invece, col vostro pubblico?
— Persone dai 30 anni in su si avvicinano a noi perché
notano ed apprezzano le influenze che permeano la nostra musica,
mentre i più giovani sono catturati dal suono, che è
aggressivo nonostante... l’età. (Ridono, n.d.a.)
Non c’è dubbio che nei concerti diate il meglio di
voi in quanto ad energia ed immediatezza: come è stata, invece,
l’esperien-za della sala di registrazione?
— Abbiamo voluto mantenere tale immediatezza, ma è
stato difficile, perché in studio non hai le stesse condizioni
psicologiche che hai sul palco.
E proprio su un palco, quello del Circolo Renfe, i Bluesmen saliranno
Venerdì 20 Dicembre per presentare il loro nuovo lavoro discografico,
che sarà compreso nel prezzo del biglietto d’ingresso.
Da non perdere.
MUDDY
WATERS
Ha preso il blues dal Mississippi e dalle piantagioni di cotone
e l’ha portato nel mondo: dalla scena di Chicago a quella
inglese, dagli anni ‘40 ad oggi, tutti devono qualcosa a Muddy
Waters.
«Per noi è stato un padre e un maestro, generoso ma
anche severo ed intransigente, gran lavoratore e gran professionista».
Sono parole di Jerry Portnoy e Bob Margolin, che con Muddy hanno
tante volte condiviso il palco e la sala di registrazione. «Se
non ci fosse stato lui, forse non sarebbe mai arrivato il rock’n’roll,
perlomeno come lo intendiamo noi bluesmen.»
E così oggi, a quasi 20 anni dalla sua scomparsa, i “nostri”
Bluesmen dedicano a Muddy Waters una canzone del loro ultimo album,
un tributo sincero e spontaneo all’artista che ha significato
per loro forse più di chiunque altro.
Per
saperne di più consigliamo il sito ufficiale:
www.muddywaters.com
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Provincia italiana si possono incontrare musicisti che affondano
le proprie radici culturali nella grande tradizione della musica
afro-americana. la scoperta, in epoca di globalizzazione. culturale,
non è di per sè sorprendente.
Più interessante e meno scontata è la capacità
dimostrata di interpretare in modo originale e, in alcuni casi,
innovare quella tradizione.
È il caso di The Bluesmen, storico grùppo ferrarese,
assolutamente e inevitabilemnte, visto il nome, intrisi fino al
midollo di blu es. Il cd che avete tra le mani, secondo volume di
una. serie realizzata dall’ Assessorato alle Politiche e Istituzioni
Culturali del Comune di Ferrara insieme a NHQ record, contiene,
a parte le dovute cover (Cross Road Blues, Robert Johnson/ M.y Baby,
Willie Dixon, n.d.a.), soltanto composizioni originali (di Roberto
Formignani, arrangiate dalla band, n.d.a.) dove ogni sfumatura del
blues viene analizzata e rivitalizzata attraverso uno stile estremamente
personale.
Certo, nascere e vivere vicino al Delta del Po, rispetto al Mississippi,
e suonare blues sottintende una volontà e una predisposizione
all’adattamento alle normali peripezie della vita quotidiana,
quasi uniche. Proprio per questo, o meglio, anche per questo ègiusto
essere orgogliosi della musica composta e suonata dai Bluesmen.
In fondo è la dimostrazione che, a volte, le piccole utopie
si realizzano dietro l’angolo di casa.
Alberto
Ronchi
Assessore alle Politiche e istituzioni Culturali del Comune di Ferrara
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LA
VOCE DI FERRARA E COMACCHIO 25/1/2003
ROCK
A RITMO PADANO
Presentato
il cd "The bluesmen" dell'omonima band
Massimo Marchetti
Far scivolare note blues negli spazi e nei ritmi di una città
padana, può essere una piccola utopia che si realizza dietro
l'angolo di casa. Con questa considerazione l'Assessore alle Politiche
culturali Alberto Ronchi conclude l'introduzione al CD "The
Bluesmen" dell'omonimo gruppo ferrarese. C'è un certo
orgoglio nelle sue parole, giusto orgoglio, ed il motivo è
presto detto: la produzione dell'album è stata possibile
grazie alla convenzione sottoscritta da Comune di Ferrara e dalla
Piccola Società Cooperativa "Natural Head Quarter",
finalizzata al sostegno dell'imprenditoria giovanile per una più
vasta diffusione della cultura rock sul territorio nazionale. Quindi,
ecco che il progetto, inaugurato nel 2001 con un pezzo importante,
il CD "Dolphins songs of Fred Neil", prosegue incontrando
lo storico Dmppo dei "The Bluesmen", noto al di là
del panorama cittadino per il rigore impresso alla ricerca e a1
recupero della grande musica afroamericana Venerdì 20 dicembre,
al Renfe di via Bologna, si è così tenuto il concerto
di presentazione del CD, che nell'occasione è stato distribuito
gratuitamente (e si può ancora ritirarlo all'Assessorato
fino ad esatuirnento copie). Per chi non conoscesse i dettagli di
questa band nata nel '93, quattro sono i componenti: all'armonica
Antonio D'Adamo, ex musicista dei "The Mannish Blues Band",
con i quali partecipò, oltre al mitologico "Quelli della
notte", ad importanti festivals (Pictoia, Milano, Roma); chitarra
e voce sono invece dell'ex leader dei Mannish, Roberto Formignani,
che svolge anche attività di insegnante alla Scuola di Musica
Moderna di Ferrara: aI basso incontriamo Bruno Corticelli, session-muui
di lunga e prestigiosa esperienza (Vasco Rossi. Paolo Conte, Roberto
"Freak" Antoni..) e, anch'egli, docente presso la Scuola
di Musica'Moderna; la batteria, infine, è di Roberto "Granito"
Morsiani, figlio d'arte, collaboratore degli "Skiantos"
e soprannome eloquente. Nell'album, nove brani originali e due cover,
"My baby" di Willy Dixon e "Cross road blues"
di Robert Johnson. Tra i primi, particolamente coinvolgenti il primo
pezzo, "No words blues", con un incipit accattivante alla
Ry Cooder, il passionale "The blues is my life" e il sofisticato
e notturno "To be (and not to have)", con la voce di Rossella
Graziani. Un altro episodio va ad arricchire la vita culturale della
nostra città: non siamo nel delta del Mississippi, ma le
cadenze della "musica dell'anima" possono scaturire anche
da una visione a volo d'uccello sulle lande della bassa.
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CHITARRE
MARZO 2003
The Bluesmen Musicando (L'etichetta e' ovviamente N.H.Q, ma la rivista ha sbagliato, riportiamo quindi fedelmente anche l'errore)
Non male questo disco della band ferrarese The Bluesmen che rivela
assai più influenze di quanto il nome non dica: si va, infatti,
dal rock blues ad elementi di country, rock'n'roll e swing. Soprattutto
il leader e chitarrista/cantante Roberto Formignani sembra influenzato
da Johnny Winter e Gary Moore almeno quanto da Danny Gatton e Brian
Setzer. II suo fraseggio veloce e nervoso è fatto di legature
e roll di matrice country, il suono molto cristallino, quando pulito,
e molto aggressivo, quando distorto, manca di quella sporcizia tipica
del blues nero (poche tracce di Freddie King e Buddy Guy, per capirci),
ma non per questo di personalità, anzi. La band vede inoltre
Bruno Corticelli al basso e Roberto Morsiani alla batteria ed ha
nel suo insieme un ottimo suono che sui brani più rock paga
il suo tributo al rock blues inglese. Si va dall'iniziale "No
Words Blues", con il tipico sound del Delta del Mississippi
(chitarra National suonata con lo slide e armonica a doppiare i
riff della sei corde), per passare subito alla rockeggiante "Passion
Of Blues" che ci riporta alla mente alcune sonorità
degli ZZTop e di Johnny Winter; trascinante la veloce "Super
Shuffle" durante la quale Formignani fa sfoggio del suo repertorio
di lick e velocissimi roll che dimostrano l'estrema padronanza tecnica
che ha dello strumento. La celebre "My Baby" di Willie
Dixon è una delle due cover presenti nel disco (l'altra è
"Crossroads Blues" di Robert Johnson). Per il resto solo
brani originali e si cambia spesso atmosfera grazie alla versatilità
dei musicisti ed anche alla vocalist Rossella Graziani presente
sul brano "To Be (And Not To Have)" e al pianista e arrangiatore
della sezione fiati Massimo Mantovani.
Un ottimo lavoro che se avesse qualche schizzo di fango del Mississippi
in più appiccicato addosso risulterebbe anche più
intenso e passionale.
Daniele Bazzani
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IL
SOLE 24 ORE
Lunedì 3 marzo 2003
A
Ferrara il Comune si improvvisa casa discografica
vederlo è un cd musicale come tanti. In realtà "The
Bluesmen" è un'operazione culturale originale e complessa.
Con un produttore inedito: l'assessorato alle Politiche e istituzioni
culturali del Comune di Ferrara. Il servizio di recording e mastering
è stato curato dalla cooperativa Natural Head Quarter (Nhq)
i cui tre soci hanno ciascuno 26 anni. Il cd è I'ultimo nato
da una convenzione tra il Comune e la Nhq nell'ambito di un progetto
a sostegno dell'imprenditoria giovanìle. L'accordo prevede
che il Comune dia alla Nhq cinquemila euro l'anno per realìzzare
il cd di un gruppo che viene scelto insieme. La cooperativa
fornisce le sale prova, quelle di registrazione e produce mìlle
copie del compact. Il Comune si occupa invece della promozione e
della distribuzione gratuìta (per ricevere il disco dei Bluesmen,
si può telefonare allo 0532-418325, dalle 9.30 alle 12.30).
La convenzione è servita ai tre giovani soci della Nhq come
trampolino per lancìarsi nel mondo delle case discografiche.
«La garanzia più importante - spiega Manuele Fusaroli,
uno dei soci della cooperativa - è stata avere la sicurezza
di poter avere almeno un lavoro l'anno ed essere i referenti del
Comune. Questo è stato un ottimo input per trasformare la
nostra passione in un lavoro».
Il primo disco prodotto insieme al Comune di Ferrara è stato
"DolPhins song of Fred Neil", nel 2001. «II risultato
è stato lusinghiero - racconta l'assessore Alberto Ronchi
-abbiamo spedito i cd in tutta Italia, da Palermo ad Aosta».
Lo scorso dicembre è uscito "The Bluesmen", dell'omonima
band ferrarese nota nella zona e impegnata nella tradizione del
rhythm 'n blues. Quest'anno verrà pubblicato il cd di un
gruppo rock di giovanissimi ferraresi: i "Let's get lost".
La Nhq, a due anni dall'inizio dell'attività, è diventata
un punto di riferimento per i gruppi musicali, non solo ferraresi.
«Siamo un'impresa che offre ciò che prima non
c'era - conclude Fusaroli -. Da noi vengono band che suonano per
passione, ma senza un'etichetta discografica».
Anche per i musicisti la convenzione è un'ottima opportunità.
Il master realizzato con ln Nhq rimane infatti di proprietà
dei musicisti e questo consente di stampare altre copie abbattendo
i costi iniziali. «Ristamperemo sicuramente - assicura Roberto
Formignani, chitarra e voce dei Bluesmen -. Per ora questa è
stata un'operazione culturale, ma potrebbe diventare anche commerciale
se un discografico italiano o internazionale si accorgerà
di noi».
CRISTINA COLLI
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P.A.
MENSILE ENPAIA N° 1-2- 2003
CARTA A CURA DI STEFANIA SEPULERI
THE BLUESMEN
ED. COMUNE DI FERRARA
Ognuno
canta un blues differente, e ne esistono tanti. Sono i cantanti
che determinano come si debba cantare. II blues nacque come musica
che si cantava per le proprie esigenze: musica occasionale; questa
fu la sua forza e al contempo la sua debolezza" spiegava LeRoy
Jones. "Nella provincia italiana si possono incontrare musicisti
che affondano le proprie radici culturali nella grande tradizione
della musica afroamericana. La scoperta, in epoca di globalizzazione
culturale, non è di per sé sorprendente. Più
interessante e meno scontata è la capacità dimostrata
di interpretare in modo oriainale e, in alcuni casi di innovare
quella tradizione", scrive Alberto Ronchi, Assessore alle Politiche
culturali di Ferrara, dinamico intellettuale e patron dell'iniziativa.
È il caso del progetto Thr Bluesmen che nasce, nel '93, con
I'apporto fondamentale di una nuova base ritmica che stimola il
quartetto a rivisitare in maniera personale i classici del blues
in veste acustica. E come affermava LeRoy Jones tratta di una sperimentazione
originale e personalizzata del blues come anima della musica. Si
tratta di un lavoro colto, originale e bellissimo. |