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Chitarre Luglio/Agosto
1996
The
Bluesmen
INTREPIDO BLUES
Musicando
Production
Blues
da Ferrara ma con qualcosa in più. Questa band si presenta
con una dichiarazione programmatica contenuta nel nome stesso e
nella copertina ‘resofonica’, inequivocabile quanto
a scelta di campo musicale. Però non aspettatevi la solita
riproposta di chicago-blues senza storia: i Bluesmen si avvalgono
senza dubbio dell’esperienza fatta dai componenti in formazioni
come la Mannish Blues Band, ma anche di influenze più varie.
La sezione ritmica, Bruno Corticelli (basso elettrico ed acustico)
e Daniele Barbieri (batteria), è di estrazione jazzistica
e vanta collahorazioni di alto livello in ambiente pop. l’armonicista
Antonio D’Adamo (una presenza di valore che dà l’impronta
a gran parte dell’album) è ben centrato nel repertorio
e nello stile del blues. Per quanto riguarda Roberto Formignani,
ascoltiamo un chitarrista con una spiccata personalità, dotato
di fluidità sia nell’uso del plettro che nei legati,
e capace di passare dai bending blues più intensi ai ritmi
funambolici del country-picking senza mai perdere in efficacia e
feeling. Cantante grintoso e convincente, Formignani si dedica in
questo lavoro essenzialmente alle chitarre acustiche, dimostrandosi
un buon improvvisatore sia con il bottle-neck, sia quando la struttura
armonica porta naturalmente a swingare. D’altra parte i due
brani a sua firma tradiscono una passionaccia per il mondo nashvilliano,
con citazioni, più o meno dirette, da virtuosi come Albert
Lee e Jerry Donahue.
Intrepido Blues è un lavoro elegante e ben suonato, che offre
i vantaggi di una certa varietà stilistica senza arrivare
alle estreme conseguenze... qui il blues non è sofferenza,
ma si suona con gusto.
- Stefano Tavernese
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IL BLUES
THE BLUESMEN
Intrepido Blues
Musicando 021 (1) - 1996 CD -
im
Ready / Summertime / Mistery
Train/ Grass ad blue / Heip Me/ Clap
The Swing/ got My Molo Working
WaIter’s Boogie / Western In My Mmd
Oh Baby You Dont Have To Go.
I
Bluesmen sono una formazione italiana ‘figlia” della
Mannish Blues Band, gruppo nato intorno alle figure dell’armonicista
Antonio D’Adamo e del cantante e chitarrista Roberto Formignani,
con aggiunta in questa occasione del bassista Bruno Corticelli e
del batterista Lele Barbieri. Il baricentro di questa formazione
e costituito dalla Scuola di Musica Moderna di Ferrara, nella quale
insegnano tre dei quattro membri della formazione. In questa occasione
i "Mannish Bluesmen" si presentano su CD con una selezione
di brani che ci è parso abbiano l’intento di mostrare
in una veste musicale prestigiosa le abilità strumentistiche
dei singoli, senza particolari pretese di unità di stile
o di originalità. E’ come se i Bluesmen, quattro musicisti
collaudatissimi, volessero mettere alla prova, e di conseguenza
in vetrina, la loro professionalità e la loro indiscutibile
classe, cimentandosi in una serie di standard più o meno
centrati intorno alla definizione di blues, ben sapendo che le dodici
battute costituiscono una sorta di culla ideale per questo tipo
di esercizi. Il Vostro recensore, nella presuntuosa convinzione
di avere larvatamente compreso il significato di quell’intrepido
riportato nel titolo del CD, ha messo da parte ogni paturnia di
tipo analitico-filologica e si è messo a godersi l’ascolto
del disco.
Ascolto che si rivela poi veramente divertente, anche per l’ottima
qualità dell’incisione.
Ci sono, come dicevamo, alcune riedizioni di superclassici, tipo
Im Ready, Help Me, Got My Mojo Worki, You Don’t Have To Go,
tutte su un buono standard esecutivo, ma noi abbiamo apprezzato
in particolare il ‘treno’ dell’armonica di D’Adamo,
che riesce a far impallidire parecchi altri convogli bluesistici
di casa nostra, oltre anche a qualche straniero. Un discorso a parte
merita poi la chitarra di Formignani, nella doppia veste slide e
di flatpicking acustico. Specialmente in questa seconda versione,
mutuata dall’Old Time americano, ma con predecessori anche
nel blues (basti pensare ai nomi di Brownie Me Ghee e di Jim Brewer),
il prode picker ferrarese dimostra di avere uno dei plellri più
caldi’ che ci sia mai stato dato di sentire, ottenendo, con
l’ausilio di una tecnica sopraffina, delle sonorità
molto particolari che si rivelano secondo noi una delle cose più
interessanti del disco. Se ci è concessa una piccola critica,
consiglieremmo ai Bluesmen di provare ad essere un po meno troppo
puliti, e di cercare un po di più un sound complessivo della
band, anche a costo di risultare qualche volta un po’ più
sporchi. Mi sarà fatto capire?
Carlo Gerelli
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MUSIKBOX Anno I Numero 5 Maggio 97
Mensile di informazione musicale e guida ragionata al collezionismo
Fresco
e spontaneo come tutti i prodotti realizzati con amore e passione,
questo CD dei Bluesmen (Roberto Formignani: voce, chitarra acustica
e slide; Antonio D’Adamo: armonica; Bruno Corticelli: basso;
Lele Barbiere: batteria) ci offre la possibilità di una full
immersion in quel genere padre di tutti i generi musicali contemporanei,
a parte la musica classica, che è il blues, autentico proqenitore
tanto del rock che dello stesso jazz. Le dieci composizioni sono
in parte degli standard stupendamente interpretate dal quartetto
(emergono “I’m ready”, l’arcinota “Summertine”,
“Mistery train” e “On baby you don’t have
to go”). Solo in tre brani, “Grass and blue”,
“CIap the swing” e “Western in my mind”,
emerge la felice vena compositiva del quartetto, autore di un country
blues di ottima fattura. Un plauso va anche alla Musicando, etichetta
da diversi anni sul mercato, sempre con prodotti di elevatissimo
livello qualitativo ed interesse storico. Un approccio alla produzione
totalmente differente da quello della maggior parte delle label
e non solo di quelle indipendenti. (Giorgio Meloni) |