Rebels (2011)

 

The Bluesmen

Rebels
(A.M.F. 2011)

covercd Dopo “Intrepido Blues” del 1996 prodotto da Musicando, “The Bluesmen” del 2002 prodotto dall'Assessorato alla cultura del Comune di Ferrara e “Wild in the Country” del 2007 prodotto da Alberto Ronchi, The Bluesmen firmano oggi il loro album più poliedrico, riaffermando la propria personale visione del blues. Un amore che Roberto Formignani coltiva da trent’anni, dal 1981 con The Mannish Blues Band prima e dal 1993 con The Bluesmen.

“REBELS” nasce dalla voglia di fare musica e scrivere canzoni senza vincoli, neppure quelli che sembrerebbero legati esplicitamente al nome della band. É una ribellione all’archetipo che vuole una blues band legata ai canoni del genere”. Con queste parole, Roberto Formignani, anima di The Bluesmen, presenta il nuovo album della storica formazione italiana, prodotto dall'Associazione Musicisti di Ferrara a sostegno delle libere scelte artistiche.

locandinapresentazione Una doppia ribellione, alle convenzioni che vorrebbero rinchiudere il blues nel manierismo stilistico, e all’appiattimento culturale che ha sconfitto la voglia di stare assieme e di scoprire, nella festa collettiva di un concerto, nuove emozioni non mediate.
Where Are All The Rebels?, prima traccia dell’album, introduce con forza il tema dell’album, e non solo per la componente lirica. Il brano, infatti, è una cavalcata rabbiosa attraverso la musica nordamericana delle radici, una libera dilatazione e al tempo stesso una decisa riappropriazione di quegli elementi stilistici che hanno contribuito alla formazione di The Bluesmen, rivissuti a partire dal proprio vissuto e dalla propria appartenenza.

L’appartenenza ad un fare blues che incrocia quello di Dirk Hamilton, songwriter americano che da anni ha avviato con la band ferrarese una reciproca e proficua collaborazione artistica, che in questa occasione firma cinque delle dodici canzoni di REBELS, quattro delle quali assieme a Roberto Formignani, e presta la sua voce alle splendide soul ballad The Collector e Phoebe e al divertente rock and roll di Slow Down Bob.

Nelle dodici tracce di REBELS, The Bluesmen ridisegnano un immaginario culturale e geografico, reinventandone luoghi e colori, un fare blues creativo e ricco di talento strumentale, ma profondamente vero, perché l’unica regola per suonare il blues è averlo, e loro il blues l’hanno sempre avuto.